Da Bari a Carapelle c’è un’ora e venti d’auto, in autostrada o sulla statale 16. Qui trovi come è organizzato il percorso di implantologia e come prepararti alla prima visita.
Perché spostarsi dal capoluogo
A Bari l’offerta odontoiatrica non manca: spostarsi ha senso solo se si trova qualcosa di diverso. Sui casi complessi lavoriamo così: dove le condizioni lo consentono, l’intervento si prepara con la chirurgia navigata, la pianificazione al computer su un modello tridimensionale della bocca, con la posizione di ogni impianto decisa prima di entrare in sala operatoria e lì riprodotta. Questo accorcia i tempi in poltrona e rende il risultato più prevedibile.
Nei casi idonei gli impianti sostengono i denti fissi provvisori fin da subito: si applicano entro 24 ore dall’intervento, e non serve la seconda apertura della gengiva prevista dalla tecnica in due fasi. Anche i casi con poco osso vengono valutati uno per uno: dove le condizioni lo consentono si utilizzano impianti nelle zone in cui l’osso è ancora sufficiente, senza ricostruzioni preliminari. Se è praticabile nel tuo caso lo stabilisce la prima visita.
Un’unica sede, dalla diagnosi ai controlli
Diagnosi, intervento, protesi e controlli si svolgono tutti a Carapelle, con la stessa équipe. Per chi viene da fuori provincia significa avere un unico posto dove tornare, per i controlli come per qualsiasi dubbio. Siamo aperti dal lunedì al venerdì con orario continuato, dalle 9 alle 19.
Come arrivare da Bari
Lo studio è a Carapelle, in provincia di Foggia. Da Bari si arriva sia con l’autostrada A14 sia con la statale 16 Adriatica: i tempi sono equivalenti, circa un’ora e venti.
Se il percorso prevede i denti fissi, al soggiorno pensiamo noi
Per chi arriva da lontano lo studio mette a disposizione un soggiorno gratuito in hotel convenzionato nel periodo tra l’intervento e la consegna dei denti fissi provvisori: la prenotazione la organizza la segreteria, e puoi venire accompagnato.
La prima visita
La visita parte dal motivo che ti porta qui e allarga lo sguardo a tutta la bocca. Quando serve, l’esame radiografico tridimensionale mostra quantità e qualità dell’osso: è il dato che decide quali soluzioni sono realmente praticabili. Ne esce un piano di cura scritto, con le alternative possibili e ciò che comporta ciascuna. Lo leggi con calma, a casa.